Alpinismo

ATTIVITA’ GEKI 2024

Attività Geki 2024

Ricordatelo ben. Se rampega prima cola testa, pò coi pei e sol ala fine cole man!”

Bruno Detassis – Il Re del Brenta

Il gruppo alpinistico Geki del CAI di Arenzano anche quest’anno ha continuato in modo proficuo la sua attività di arrampicata, alpinismo e scialpinismo. Settimanalmente si sono effettuati gli esercizi di progressione sui pannelli della palestra di arrampicata sportiva di Cogoleto nelle due giornate preposte all’allenamento. La palestra è molto frequentata grazie anche ai nuovi Geki che partecipando all’avvicinamento all’alpinismo si sono inseriti nel gruppo rafforzandolo e migliorandolo ulteriormente. Nell’attività indoor una novità del 2024 sono le “pillole” di alpinismo. Con persone esperte ed istruttori del gruppo Geki si sono eseguite brevi esercitazioni che mostrano una particolare manovra alpinistica. Molto apprezzate le pillole su tutti i tipi di paranchi usati su roccia, neve e ghiaccio in montagna.

Esercitazione sui paranchi-Palestra arrampicata Cogoleto

L’arrampicata sulle falesie del ponente e sui “nostri monti” intorno a ad Arenzano e Cogoleto come sempre sono state un buon allenamento per affrontare le escursioni estive in montagna. Occorre prepararsi nella stagione invernale sia arrampicando e sia facendo escursioni che allenano a camminare efficientemente affardellati con zaino, materiale e corda per affrontare i lunghi avvicinamenti per raggiungere le zone di scalata.

I primi dell’anno Claudio e il suo amico Simone effettuano una scalata sulla “Goulotte del Triangolo di Caprera” in Val Varaita: un sottile nastro ghiacciato che fa da margine destro alle grandi placconate di ooliti. I due compagni di cordata si alzano molto presto dopo aver trascorso la notte al rifugio invernale del Vallanta. Percorrono un tratto di sentiero di salita a ritroso e in un’oretta sono all’attacco della via. La goulotte si presenta in buone condizioni. La prima parte è nevosa, dopo prosegue con un sottile nastro ghiacciato a 70/75 gradi di inclinazione fino a raggiungere il culmine di questo immenso scudo triangolare. E’ un itinerario interessante ed intrigante per l’ambiente. Con quattro tiri di corda, progredendo a tiri alterni, in circa due ore e mezza sono fuori dalle difficoltà. Quattro doppie sono necessarie per tornare all’attacco della via. Per i due alpinisti è molta la soddisfazione. Una bella scalata invernale in un ambiente magico.

Goulote del triangolo di Caprera- Val Varaita

In gennaio Andrea Parodi ad Arenzano ha proposto la proiezione “Rocce e scalate”, ovvero la geologia spiegata con parole semplici ad alpinisti ed escursionisti.

Ha proiettato una serie di immagini commentandole dal vivo, ha parlato dei diversi tipi di rocce in relazione ai paesaggi e alle arrampicate. Ha esposto, mostrando le sue fantastiche fotografie, le differenze tra l’arrampicata sul calcare rispetto al granito. Ed anche di altre diverse tipologie di rocce come la quarzite, gneiss, serpentinite e arenaria.

Nei mesi di aprile e maggio Andrea, la figlia Martina e Luca effettuano salite di scialpinismo dal Seirasso e dal Viso Mozzo, che avevano già salito e sceso con gli sci pochi giorni prima.

Verso il dente del Seirasso
Il Viso Mozzo

Come ogni anno nel mese di giugno Pierluca con i suoi amici e la guida alpina Elisabetta si recano in Dolomiti. Una settimana dedicata alle scalate delle magnifiche vie dolomitiche. Una delle vie più belle, scalate da Pier e amici, è stato lo spigolo Maria al Sass Pordoi. La via è stata scalata la prima volta nel lontano 1933 da Tita Piaz denominato il “Diavolo delle Dolomiti”. L’itinerario su roccia è dedicato alla sorella, appunto, Maria Pavarin Piaz: una donna, straordinaria e infaticabile, che volle a tutti i costi una funivia in vetta al Pordoi. La via di arrampicata si sviluppa per 386 metri e segue una linea di debolezza della parete con passaggi aerei, qualche strapiombino da vincere ma ben ammanigliato e un uscita su ghiaione alquanto suggestiva. Dalla cima si gode una vista stupenda dei Monti Pallidi nell’intero giro di orizzonte.

Spigolo Maria – Sass Pordoi

L’ultimo giorno di giugno il “trio”: Silvano, Mario e Federico camminavamo lungo i binari della stazione dell’Acquasanta in direzione nord . Come ogni tanto fanno, si concedono una escursione sui terreni dei vecchi ricordi. L’arrampicata in Baiarda è uno di questi terreni.

Il percorso molto faticoso di avvicinamento alla via da scalare gli ha messi a dura prova.

Arrivati oltre il masso del Ferrante i tre intravedevano gia’ in lontananza lo svilupparsi del percorso della via: la placca di Ubaldo, via delle Clessidre, diedro del Tranviere e il diedro Gozzini. Un bellissimo itinerario classico di media difficoltà in una zona che ricorda molto le alte montagne pur essendo a due passi dal mare.

Hanno iniziato ad arrampicare alacremente in formazione cosidetta a “forbice”. Improvvisamente, appena dopo l’uscita del “Tranviere” il tempo è cambiato improvvisamente: vento abbastanza forte

e pioggia fitta. Con decisione unanime e senza perdersi di coraggio i tre si sono calati in corda doppia. Sotto gli scrosci di pioggia hanno effettuato due lunghe calate rispettivamente di 25 e 35 metri fino ad intercettare il sentiero Frassati. Fortunatamente durante il percorso sul sentiero il tempo si rimette quasi al bello permettendo al trio di tornare a valle. Nonostantre il tempo inclemente è stata una bella avventura!

Il Tranviere – Baiarda

Andrea dopo la traversata degli Spiz di Mezzodì, ha gironzolato ancora un po’ per le Dolomiti. A luglio con Paola Favero ha ripetuto l’elegante spigolo del Pollice nel Sassolungo.

Raggiunto l’amico Andrea al rifugio Aleadro Fronza alle Coronelle – Catinaccio. I due Andrea scalano la via Messner alle Coronelle. Una difficile via storica con uno sviluppo di 260 metri aperta da Messner e Holzer nel mese di settembre del 1969.

Andrea sulla via Messner

In primavera Marco scala il Canale Nord della Madre di Dio. La salita in questo canale, incassato e isolato, è in pieno ambiente di alta montagna nonostante la quota modesta. La costiera della Madre di Dio è un lungo sperone roccioso che, originandosi presso la Cima Genova (3191mslm), all’estremità sud occidentale della Serra dell’Argentera si protende verso ovest.

In seguito Marco arrampica sulla via “solo per Bruna” in Provenzale in ambiente selvaggio e panoramico e sulla via “dedalo” sul Parvulet in Val Grana.

In maggio Antonio e Pietro guidano un bel gruppo di appassionati sulla ferrata Picasass sul monte Camoscio (Gita sociale del CAI di Arenzano) a Baveno. La Ferrata del Picasass è una ferrata recente, ottimamente attrezzata su ottimo granito. Una bella salita in ambiente spettacolare.

Ferrata Picassas – monte Camoscio

All’inizio del mese di giugno Martina e il fratello Tommy trascorrono quattro giorni nel Verdon. Il primo giorno percorrono una dozzina di chilometri sul sentiero de l’imbut all’interno della gola e nel pomeriggio effettuano una scalata sulla via “usage du monde” su roccia molto bella all’altezza del belvedere Bau Béni. Nei giorni seguenti scalano la cresta “Patte de Chevre” al di sopra del lago di Sainte la Croix ed effettuano una bellissima escursione per il tracciato panoramico per le varie Calanques fino a quella di En Vau per l’avvicinamento a “saphir”: bella via storica, ma purtroppo molto “unta”. L’ultimo giorno arrampicano su “Paroi Noire” una via storica che presenta negli ultimi tiri di corda una roccia non usurata nella Calanque de Morgiou. Per finire in bellezza dopo l’arrampicata si concedono una nuotata nelle acque della Calanque de Sugiton.

Martina in azione
Le splendide Calanques

In luglio Mariangela, Valeria, Carlo e Francesco partono da Trasquera Valdivedro per salire il “Sentiero attrezzato Gianfranco Filosi” un percorso escursionistico discretamente impegnativo. I quattro salgono da Agro su sentiero segnato poi prendono la lunga cresta sud est del monte Teggiolo, in un primo momento facile, poi la cresta si inerpica nella sua parte finale tra qualche stretta cengia aerea e un divertente pezzo con catena dove si “arrampica” per sbucare sulla panoramicissima vetta del Teggiolo. Vista spettacolare a perdita d’occhio grazie al cielo sereno. Discesa infinita per ritornare a Trasquera.

Cresta iniziale del monte Teggiolo

In luglio Antonio e la sua amica Miriam hanno affrontato con successo la via “Diedro Barbara” a Rocca del Prete in Val D’Aveto.
La via, caratterizzata da un diedro strapiombante impegnativo e da uno splendido camino, ha offerto loro una bella sfida.
Le alte temperature e qualche difficolta iniziale nel trovare l’attacco li hanno portati a rinunciare alla classica concatenazione con la “Doppio Rhum” per ottimizzare i tempi, ma la soddisfazione per la salita effettuata è stata comunque grande.

Verso la fine di luglio Beppe, Andrea e suo figlio Tommy sono partiti dalla frazione di San Bernolfo per affrontare la traversata della Serriera di Barbacana, una salita di stampo classico in un ambiente appartato della valle Stura.
Giunti all’ attacco della via hanno affrontato l’ avancorpo attrezzato con spit e via via hanno scalato in successione le quattro punte alternando calate in corda doppia e percorrendo l’aerea cresta orizzontale tra la terza e la quarta vetta.
Un itinerario molto suggestivo e il fascino solitario del luogo gli hanno permesso di godere la scalata e l’ ambiente circostante.

Serriera di Barbacana (schizzo di Andrea Parodi)

In agosto Valeria, Carlo e Francesco effettuano una lunga escursione salendo il vallone del Lauson Valle d’Aosta fino al colle della Punta Rossa per effettuare un sopralluogo al bivacco Gratton per la programmata salita alla vetta della Grivola. Lo scopo del trekking era di poter vedere da una posizione sopraelevata il bivacco e la discesa su roccia sul ghiacciao del Trajo. Appena il tempo di intravedere qualcosa con il binocolo che una fitta nebbia avvolgeva la zona. La decisione, comunque, è stata presa: il prossimo anno i tre scaleranno la Grivola. Il giorno seguente trascorrono una bella giornata in relax arrampicando sulla parete delle guide accanto alle cascate di Lillaz. Queste rocce attrezzate per l’arrampicata sono da sempre la parete delle guide alpine di Cogne e da loro chiodate e manutenzionate.

Verso il rifugio Vittorio Sella – Conca di Lauson
La parete delle guide – Lillaz

All’inizio dell’autunno l’affiatata coppia del gruppo Geki: Mario e Deborah e l’amica Ilaria arrampicano sulla via Spigolo Verde sulle placche di Oriana.

Bellissima via in ambiente selvaggio e silenzioso.

Nell’ambito dell’avvicinamento all’alpinismo 2024, organizzato dal gruppo Geki del CAI di Arenzano, Andrea Parodi ha proiettato e parlato delle scalate e delle escursioni sui “nostri monti”: le montagne che sovrastano il mare di Arenzano e Cogoleto. Sala piena, come sempre, nelle serate di Andrea.

La settimana seguente Marco Colli (IA sezionale) ha mostrato i materiali che si usano in montagna e le fasi della progressione della cordata. Pubblico attento nonostante gli argomenti per alcuni completamente nuovi. Molti gli interessati che le prossime domeniche effettueranno le prime uscite pratiche dell’attività di avvicinamento all’alpinismo organizzato dal gruppo. Coinvolgenti anche gli interventi di Andrea Parodi circa l’uso delle protezioni mobili. Numerosa la presenza di membri del gruppo Geki che hanno coadiuvato alla riuscita della serata. Alla fine di ottobre con i Geki si sono effettuate esercitazioni alpinistiche nella palestra di arrampicata di Cogoleto. La programmata attività su roccia nei pressi del rifugio Argentea si è dovuta annullare causa condizioni meteo non favorevoli.
Si sono provate varie manovre alpinistiche di base: nodi, soste alpinistiche, calate in corda doppia e prove di arrampicata. Un’utile giornata in previsione delle prossime uscite in ambiente e propedeutiche alle gite sociali di alpinismo del CAI di Arenzano.
Grande interesse ed entusiasmo da parte dei partecipanti per questa nuova esperienza. Grazie ai componenti del gruppo Geki che hanno collaborato con efficienza e soprattutto passione al successo di questa giornata di attività. In novembre è stata effettuata un’ esercitazione su roccia (Gita sociale del CAI di Arenzano) ai torrioni di Sciarborasca: storica zona di arrampicata sulle alture di Cogoleto. Alcuni anni fa in questo comprensorio roccioso è stato eseguito un “restyling” della chiodatura da parte dei volontari del CAI di Arenzano e dal gruppo Bruno Bacoccoli. Sono state tracciate nuove vie ideate da Andrea Parodi. Durante l’intera giornata si sono eseguite numerose prove di arrampicata e manovre alpinistiche calandosi in doppia dai severi torrioni di roccia. Cenni su l’uso dell’attrezzatura alpinistica. La chicca della giornata: Andrea Parodi ha mostrato durante la sua arrampicata “trad” come si piazzano le protezioni mobili : friends, nuts e ed eccentrici in modo sicuro ed efficace nelle fessure e nelle spaccature della roccia.

Avvicinamento all’alpinismo 2024 – Palestra arrampicata Cogoleto
Avvicinamento all’alpinismo 2024 – Torrioni di Sciarborasca

In conclusione un altro anno pieno di sciate, escursioni e arrampicate. Come sempre conservo nella mia scatola dei ricordi i momenti di quelle giornate in montagna. La montagna non è solo fatica e motivazione forte per il raggiungimento di una meta, ma è sopratutto l’opportunità di provare e conservare sensazioni ed emozioni che resteranno nella nostra vita per molti anni a venire.

Francesco Di Luca

(Gruppo Geki – CAI Arenzano)

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