Club Alpino Italiano

Sottosezione di Arenzano

marco alpinismp casa In Liguria, mare e monti si fondono in paesaggi impagabili che rendono possibili moltissime occasioni di outdoor in ogni periodo dell’anno.

A seconda della stagione nella stessa giornata e’ possibile fare un bagno in riviera ed una bella arrampicata in falesia, affrontare un canale di neve con piccozza e ramponi per poi affacciarsi come d’incanto all’immensita’ del mare proprio ai nostri piedi, abbagliati e riscaldati dal riverbero del sole, oppure fare un giro in mtb nella macchia mediterranea e poi immergersi in uno dei tanti laghetti naturali o fare un tuffo ristoratore da uno scoglio in mare. Frequento la montagna fin da bambino, grazie alla passione che mi ha trasmesso mio padre, (ricordo la mia prima ferrata, il Monzino in val Veny, avro’ avuto si e no dieci anni) dapprima da escursionista, poi piano piano, avvicinandomi all’arrampicata ed all’alpinismo ed ho scoperto che talvolta non e’ necessario fare centinaia di chilometri per fare una bella scalata su roccia; dietro “casa nostra” c’e’ un parco giochi meraviglioso: il Gruppo del Beigua. Il panorama, la qualita’ della roccia e l’ambiente alpestre fanno dimenticare di essere ad una manciata di chilometri dal mare. Siamo nel “Parco naturale regionale del Beigua”,

affacciati sul mare, ed abbiamo la possibilita’ di salire in tutti i mesi dell’anno: non e’ raro arrampicare a gennaio in maglietta, ma puo’ anche capitare di trovarsi in una bella tormenta di neve ad aprile o settembre; possono verificarsi infatti improvvisi fenomeni atmosferici tali da mettere in seria difficolta’ l’escursionista/alpinista non attrezzato in maniera adeguata.

Il gruppo del Beigua si sviluppa tendenzialmente da est a ovest e lungo i suoi crinali passa l’Alta via dei Monti Liguri, che in questo tratto ricalca fedelmente lo spartiacque Liguria-Piemonte

Il versante Nord degrada dolcemente verso la pianura Padana, mentre il versante Sud e’ ripido, roccioso e dall’aspetto decisamente alpino.

E’ proprio su questo versante che si sviluppano suggestivi percorsi escursionistici ed interessanti salite alpinistiche, alcune tracciate negli anni ’50, altre piu’ moderne protette con chiodi resinati, tutte con interessanti caratteristiche che ho potuto apprezzare in questi anni di frequentazione della zona.

Sono quasi tutte vie abbastanza lunghe, che richiedono avvicinamenti anche di un paio di ore, spesso su sentieri impervi e che vengono salite quindi con lo zaino in spalla, spesso appesantito da viveri e scarponi; il “semplice” III/IV fatto in queste condizioni puo’ risultare quasi piu’ impegnativo di un 6a fatto in falesia, in maglietta in primavera. Anche se siamo “solo” a mille metri o poco piu’ di quota, siamo sempre in montagna, non dimentichiamocene.

Il rifugio Argentea con alle sue spalle il versante Nord del monte Rama

Di seguito ho elencato le vie alpinistiche ed i siti di arrampicata che possiamo trovare in zona (in realta’ passiamo da Fabbriche di Voltri ad Alpicella), dei quali do’ solo alcune indicazioni di massima; informazioni piu’ dettagliate si possono trovare nei tanti siti internet, nei forum, in alcune guide e libri dedicati o nella nostra sede CAI di Arenzano.

 

Placche delle Ferriere: Val Cerusa

Accesso da Fiorino (alle spalle di Voltri)

Falesia di vie facili, max V+ ma non banali che si sviluppano per una quindicina di metri su placche appoggiate di conglomerato fine (puddinga) che offre un’ottima aderenza

Esposizione est/nord-est

Rocca du Fo’ (556m): via di “Andrea e Paolo”,

Fabbriche di Voltri, localita’ Sambugo

Una ventina di minuti di avvicinamento di

sentiero per questa frequentatissima salita di 11 tiri abbondantemente attrezzata con spit (per alcuni fin troppo) mediamente di IV+/IV+ con un paio di passi di V.

La via, esposta a nord-ovest e’ sconsigliata in inverno e nelle giornate piu’ umide (specie nei primi tiri), risale un evidente sperone ed un grande torrione nella seconda parte, si sviluppa su placche, diedri, traversi e piccoli strapiombi che la rendono molto varia e piacevole. Grazie alla sua chiodatura generosa (tipica delle falesie) e’ l’ideale per provare a salire da primi di cordata su una via lunga in ambiente di montagna

Ci sono almeno un paio di vie di fuga e per il ritorno si seguono tracce che riconducono al sentiero principale

Rocche du Prou Ballou o Picco Palestra (571m): via Gino Musso, lunga ma un po’ discontinua con divertenti passaggi fino al IV, chiodata a spit nei punti chiave, eventualmente da integrare nei tratti piu’ difficili, utile per impratichirsi all’ambiente della montagna.

Parallelamente si sviluppa la Catte, un’altra via simile alla Gino Musso (le vie convergono sull’ultimo tiro) ma un po’ piu’ facile e su roccia non sempre ottima, in quanto poco frequentata anche se di recente realizzazione.

Sulla stessa struttura, proseguendo sul sentiero dal quale partono le predette vie, s’incontrano a sinistra alcuni bei mono-bi tiri concatenabili su ottima roccia, purtroppo quasi tutti esposti a nord, ideali nei pomeriggi estivi ma proibitivi in inverno. Altri nuovi tiri sono attualmente in fase di chiodatura, rendendo la zona molto varia e completa per la varieta’ di itinerari proposti; max V+

E’ un bellisimo ambiente riscoperto di recente, frequentato fino agli anni ’70 da alpinisti genovesi e da scuole di alpinismo del CAI. Poco lontano il Monte Pennone offre numerosi monotiri ben attrezzati.

Monte Pennone e Picco Palestra sono adiacenti ed entrambi accessibili da Fabbriche di Voltri, salendo alla frazione di Campenave per la tortuosa e stretta stradina e poi con una mezz’ora di avvicinamento a piedi.

 

PALESTRA BAIARDA

Baiarda (720m circa): culla dell’alpinismo genovese. Montagna con la M maiuscola! Il diedro Gozzini, la Grattugia, il diedro del Tramviere, la fessura dello Svizzero, ecc. Ce n’e’ per tutti i gusti, roba alpinistica “seria” con chiodatura per lo più tradizionale, a volte da integrare, dove la gradazione delle vie e’ sicuramente stretta, in un ambiente suggestivo e selvaggio

Sul Torrione sommitale e’ stata tracciata recentemente la via di due tiri “Asini nella notte” che, concatenandola con i 4 tiri della via dei Camini rende la salita di questo settore molto continua e sostenuta, mediamente V/V+

Molto carina e’ la Cresta Nord, una via abbastanza esposta e chiodata pochissimo, tutta

da integrare con protezioni veloci di grado massimo III+ con bellissimi passaggi aerei

Siamo sulle alture di Voltri/Acquasanta, di fronte a Punta Martin, con la quale condivide quasi tutto l’avvicinamento.

 

Punta Martin (1001m): Cresta Federici, via panoramica piuttosto discontinua su ottima roccia di III/III+ con una recente variante di IV+ nella parte alta, attrezzata a sufficienza eventualmente da integrare in alcuni punti un po’ piu’ esposti.

Recentemente nella parte alta dell’itinerario e’stata realizzata una variante di una quarantina di metri, piu’ impegnativa di IV/IV+

In inverno con neve e ghiaccio diventa una via di misto di discreto impegno.

Si parte dalla stazione ferroviaria di Acquasanta ed il dislivello totale e’ di circa 800m

Rocca Turchina (822m): Via Miramare, 5 tiri ben chiodati di IV/IV+ max (AD+) su placca molto lavorata; montagna triangolare riconoscibilissima alle spalle di Cogoleto con circa 1.30-1.45h di avvicinamento partendo dalla localita’ Campo con un dislivello di avvicinamento di circa 500m.

Salita tutta al sole con vista spettacolare su tutta la Liguria

Sempre sulla Rocca Turchina, sulla placca e nei due diedri erbosi, salgono tre vecchie vie alpinistiche descritte nella guida di Euro Montagna del 1963.

Punta Querzola (730m): Via dei Diedri, (a sinistra della Rocca Turchina) 5 tiri di III+/IV abbastanza chiodati, eventualmente da integrare con qualche nut/friend e fettuccie; E’consigliato portare il martello da roccia per controllare/ribattere i chiodi tradizionale lungo la via, non essendo molto frequentata

Via piacevolissima che passa in 4 diedri perfetti, tutta in ombra, in quanto si sviluppa sul versante nord-ovest della montagna, rendendola decisamente proibitiva nei mesi invernali

Con circa 1.30h di avvicinamento partendo dalla localita' Campo si arriva al Pian delle Segage dove c'e' un piccolo Riparo in muratura (quasi tutto l’avvicinamento e’ in comune con la Rocca Turchina)

All’uscita della via si puo’ proseguire per un’altro evidente diedrone chiodato di recente, in direzione della Punta Tuschetti, poi per la cresta di Punta Cine’ e scendendo per un canale erboso si arriva in breve alla base della Rocca Turchina; concatenando le due vie sono in totale una dozzina di tiri dal III al IV+, ma bisogna essere decisamente veloci per non farsi sorprendere dal buio

Rocca Vaccaria (1167m) Costa dei Guadi: un lungo sperone di roccia in Val Lerone sul quale si sviluppa una via di cresta di II/III (PD/PD+) ed una breve variante di IV+ eventualmente evitabile. Facile salita, molto panoramica su ottima roccia in prossimita’ del Ricovero Sambuco, piccolo riparo recentemente ben ristrutturato

Dislivello totale circa 700m dei quali circa 250m di arrampicata

Rocca dell'Erxo: via NiPa (Nino Parodi) si parte dalla localita' Agueta, alle spalle dell'ospedale di Arenzano. Si passa davanti al Riparo Scarpeggin (rifugetto incustodito con sorgente)

Crestone un po' discontinuo di III/IV molto didattico, tutta al sole. Circa una dozzina di tiri (classica via utilizzata per i corsi con tanti partecipanti). Finisce al Riparo "i belli venti", minuscola ma utilissima costruzione in uno dei posti più ventosi della Liguria

Sul roccione adiacente al Riparo Scarpeggin e sul grande masso poco sotto ci sono alcuni monotiri di 12-15m ben chiodati dal III al VI

Zunino “inferiore”: piacevole ed aerea via di cresta – incassata sul fondo di un vallone - di sei tiri, mediamente di III/III+ con una variante di IV+.

Ben chiodata e con numerose possibilita’ di fuga sulla sinistra, termina con una calata in doppia di una quindicina di metri su una placca sulla quale sono tracciati un paio di monotiri di 5c/6a

Volendo si puo’ proseguire sulla Zunino “alta” fino alla vetta del Rama, ma e’ una salita assai lunga e discontinua (tratti di II e II+ ed un passo di III), altrimenti per tracce di sentiero si ritorna alla partenza della via.

 

Il sentiero di accesso parte dalle alture di Sant’Anna di Lerca, o in alternativa da Sciarborasca; in entrambi i casi l’avvicinamento e’ di circa 1/1.15h

Sia la NiPa che la Zunino inferiore si prestano ottimamente a corsi o a chi vuole cominciare a salire da primo di cordata in ambiente montano.

 

Bric Camula' (818m): si parte dalla vasca dell’acqua sopra a Sciarborasca oppure da Sant’Anna di Lerca (alture di Cogoleto). Sul versante nord est- ci sono cinque crestoni: Crestone di Sinistra, Crestone Centrale, Via dei Geki, Cresta Guarani', Crestone di Destra: vie alpinistiche con difficoltà varie dal III al V+, attrezzate con pochi chiodi, sicuramente da integrare. Vie indicate con frecce e tacche di vernice. la parte bassa spesso e' umida e fredda.

Bric Camula' (818m): sul versante sud-ovest troviamo la Via FLY, Via alpinistica un po' discontinua di 14-16 tiri mediamente di V/V+ con alcuni passi di 6a e 6b azzerabili. Praticamente un sequenza di monotiri (ben 14) su roccia ottima. Abbastanza chiodata ed eventualmente integrabile con fettucce e nut/friend.

Ogni tiro ha una particolarita' differente dagli altri: placca, strapiombino, diedro-camino,

ribaltamento ecc. (indimenticabile il tiro di traverso ascendente a sx su placca)

Assolutamente una via imperdibile che richiede un impegno fisico e mentale abbastanza sostenuto. Quando si arriva ad incrociare il sentiero, la via non e' finita ma prosegue ancora fin sulla vetta, ma a quel punto il 90% degli alpinisti ne ha a sufficienza!

 

Di fronte alla FLY, sul lato opposto della valletta c’e’ lo Scaggiun da Lellua, una lama di roccia piantata nella montagna con bei monotiri fino al 7a ed un po’ piu’ in alto la falesia dei Nespoli con monotiri dal IV al 6a/b, chiodata dai Geki alcuni anni fa, ma purtroppo un po’ dimenticata (per alcuni 40 minuti di avvicinamento sono troppi...).

Monte Rama (1148m) Via Guastavino: una decina di tiri ottimamente chiodati mediamente di

IV+/V con alcune varianti piu' o meno difficili: seguendo le varianti più facili è una bellissima via di IV e V; le varianti più difficili arrivano fino al 6b/6c. Partenza dalla vasca dell’acqua sopra a Sciarborasca o - piu’ comodo poi per il rientro - dal rifugio Prariondo, scendendo per il sentiero della Diretta al Rama fino al colletto del Camula’.

Ottima roccia, buona chiodatura, lunghezza e varieta’ del percorso ne fanno una classica imperdibile della zona

Volendo concatenare i primi 11-12 tiri della FLY - fino all’incrocio con il sentiero della normale del Bric Camula' – e la via Guastavino ne verrebbe fuori un vione di circa 22-23 tiri di V/VI. Ovviamente ci vuole un ottimo allenamento, molta velocita’ ed una lunga giornata di inizio estate per non farsi sorprendere dal buio

zunino e fly

 

 

Monte Rama (1148m): via Mediterranea: 7 tiri prevalentemente su placca, con difficoltà dal III al V+ (quelli piu’ difficili sono ben spittati). Vicino alla seconda parte della Guastavino (quella sopra il sentiero); tutta al sole, su roccia articolata con qualche appiglio da controllare.

Nella prima parte la roccia non e’ ottima ed e’ un po’ disturbata da qualche ciuffo d’erba ma poi la qualita’ migliora nella parte alta

All’uscita della via, alla nostra destra troveremo il sentiero della Diretta che in una decina di minuti ci condurra’ in vetta al Rama

Monte Rama (1148m): Via del Vecchio, via dell'Acqua, via del Nonno: vie alpinistiche un po’ discontinue di II/III+ max, chiodate a sufficienza nei punti chiave, un po’ disturbate dalla vegetazione o da colate di acqua, come nel caso della via omonima

Monte Argentea (1082m): a pochissimi minuti dal bellissimo rifugio Argentea, sull’Alta Via dei monti Liguri e fiore all’occhiello della nostra Sezione, sono stati chiodati recentemente una mezza dozzina di monotiri e un paio di vie di 2-3 tiri, molto utili per impratichirsi nella salita da primo di cordata

Si arrampica su placca con esposizione a est, su vie di IV+/V max.

Monte Sciguelo (1103m): Un paio di vie di una ottantina di metri, mediamente di IV/IV+, sul Pilastro Centrale e sullo Sperone di destra, ma poco chiodate e frequentate pochissimo

Sciarborasca, i Torrioni: storica palestra di arrampicata con una ventina di monotiri di lunghezza tra i 10 ed i 25m dal IV al 6b, tutti recentemente richiodati con golfari resinati e catene di sosta, raggiungibili anche dall’alto

Falesia ideale per corsi o prime uscite data l’ottima chiodatura, con un paio di vie tracciate apposta per i bambini

 

A 4 km dal paese di Sciarborasca con 15 minuti di avvicinamento e’ esposta a sud-ovest e permette di arrampicare anche in inverno nelle giornate meno rigide

Sempre nel gruppo del Beigua c’e’ la falesia di Alpicella al monte Castellaro (520m). Una cinquantina di monotiri di tutte le difficolta’ (dal 3b al 6C) su placche, diedri e strapiombi ed una decina di vie dai 2 ai 4 tiri lunghe anche un centinaio di metri. Le vie a nord che partono dal bosco possono essere umide in alcune giornate, ma fresche in estate. La roccia e’ serpentinite che offre una ottima aderenza e l’accesso e’ molto breve, una decina di minuti nel bosco partendo dal parcheggio vicino al cimitero del paese. Difficolta’ e caratteristiche delle vie si possono trovare in una piccola guida cartacea in vendita nel bar di Alpicella.

In ultimo ricorderei ancora la zona della Rocca dell’Aia (o Rocca d’Avio) e l’adiacente Scoglio del Butto, anche se un po’ piu’ distanti da “casa” in quanto siamo alle spalle di Pietra Ligure, alle pendici del monte Carmo di Loano dove possiamo trovare una grande scelta di vie di tutti i generi. Un Paradiso di quarzite con l’imperdibile Cresta degli Scoiattoli allo Scoglio del Butto, 7-8 tiri di IV/V chiodati a spit (chiodatura un po’ lunga ma con i passi piu’ difficili ben protetti) strepitosa salita su ottima roccia nel silenzio piu’ assoluto della macchia mediterranea.

Bellissima ma un po’ piu’ corta e’ la normale alla Rocca dell’Aia, 2+4 tiri max IV risalente una torre di 90m che esce dal bosco (con calata finale in doppia di una quindicina di metri), da abbinare eventualmente ai tantissimi mono-bi tiri sulla struttura

Consigliatissima la tappa al Rifugio Pian delle Bosse, da Lorenzo e Valentina, due ragazzi toscani bravi e gentili che ci rifocillano con ottimi pranzi e merende

Inoltre in inverno, dopo le frequenti nevicate, lungo i sentieri del Parco si possono compiere bellissime escursioni con le ciaspole e con la neve ben trasformata si possono salire anche canali e goulotte con piccozze e ramponi, come per esempio la Ramagoulotte, sul versante Nord del Rama: una via di misto di circa 200m abbastanza impegnativa (passi di III/III+) da proteggere con nut e friends e soste su alberelli.

 

Parallelamente a questo itinerario si sviluppa il Canale Nord con pendenze di circa 35° e divertenti passaggi di misto

Punti di appoggio consigliati per le salite nel gruppo del Beigua sono il rifugio/albergo Pratorotondo (1098m) poco sotto la vetta del monte Beigua ed il ristorante/albergo La Nuvola sul Mare al passo del Faiallo (1050m) che si trovano entrambi sull’Alta Via dei Monti Liguri e sono raggiungibili in auto tutto l'anno.Il rifugio Argentea in veste invernale con il mare sullo sfondo

 

Vi e’ poi il Rifugio Argentea a Cima Pian di Lerca (1088m) gestito dal CAI Arenzano, aperto tutti i week-end da maggio a ottobre, raggiungibile a piedi con percorsi variabili da una a tre ore di lunghezza ed inoltre svariati ricoveri/ripari disseminati lungo i tantissimi sentieri del Parco

Buone salite!

Marco Colli

Gruppo Geki - CAI Arenzano

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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